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Latte: non è vero che è tutto bianco!

Bruxelles, 1 settembre 2009

Crisi del latte

Lettera aperta
Ai Ministri dell’agricoltura dell’Unione Europea, ai Membri del Parlamento Europeo e alla Signora M. Fischer Boel, Commissaria europea all’agricoltura ed allo sviluppo rurale.

Signore, Signori,

Le misure prese fino ad ora deall’UE per fronteggiare il forte calo del prezzo del latte alla produzione non sono state efficaci. I prezzi non crescono e molti allevatori rischiano il fallimento. Considerando i problemi economici, sociali, rurali ed ambientali della crisi del latte, noi vi chiediamo di assumervi le vostre responsabilià. La crisi continua perché le vecchie ricette che avete attuato e che sono proposte nel rapporto della Commisione del 22 luglio sono costose per il contribuente, nefaste per i paesi tezi e non intaccano le cause della crisi: d’altra parte la stessa UE le ha criticate in occasione delle riforme della PAC dal 1992. Non si uscirà dalla crisi senza cambiare l’attuale politica del latte[1].

1) L’atterraggio dolce trasformato in catastrofe : bisogna adattare l’offerta alla domanda.

Signora Commissaria, i segnali del mercato sono chiari : Se la domanda cala, bisogna abbassare l’offerta. Mentre la quota europea era già troppo alta nel 2003 in rapporto alla domanda europea, l’UE non ha cessato di aumentarla, in contraddizione col principio annunciato. E’ un errore, dettato da una visione ideologica opposta alla regolazione dei mercati. Questa visione è oggi superata : i mercati, come le finanze, hanno bisogno di essere regolati da politiche pubbliche.

Il così detto « atterraggio dolce » delle quote fino al 2015 aveva due obiettivi : anzitutto offrire prezzi bassi all’industria del latte e alla grande distribuzione : questo è stato raggiunto, a spese dei produttori e dei consumatori che non vedono abbassarsi i prezzi dei latticini. Il secondo era l’abbassamento progressivo del prezzo delle quote in vista del 2015 per non aver da pagare indennià a coloro che hanno acquistato quote : ma non si ripara l’errore del 1984 – permettere agli Stati Membri di instaurare quote mercanteggiabili – che noi avevamo denunciato allora, con un altro errore. La soluzione è mantenere le quote latte, migliorandone il funzionamento e renderle non mercanteggiabili.

Produttori e produttrici di latte hanno diritto a prezzi giusti. Il loro lavoro è altamente qualificato, con alti sacrifici in termini di condizioni di lavoro tutto l’anno : questo lavoro deve essere remunerato correttamente. Affinché l’abbassamento della produzione si traduca effettivamente in una crescita dei prezzi alla produzione, occorre rivedere i meccanismi di fissazione dei prezzi fra l’UE, i governi, la produzione, l’industria e la distribuzione. Occorre una trasparenza ed una limitazione dei margini. Occorre rivedere le regole attuali di concorrenza, che non hanno impedito la formazione di oligopoli nella distribuzione.

Ma si tratta anche di rispondere ai problemi sociali, rurali, ambientali della crisi del latte. « Chi produce, come e dove », sono questioni altrettanto importanti che « come si produce ».


[1] Vedi le nostre proposte del 4 aprile 2009 e la nostra dichiarazione alla COMAGRI del PE il 21 luglio : www.eurovia.org