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Il ciclo di DOHA è morto, Una nuova stagione si apre per altre politiche alimentari mondiali fuori dell’OMC
Coordinamento Europeo Via Campesina
Comunicato stampa
Bruxelles 30 luglio 2008
L'affossamento dei negoziati del ciclo di Doha è una vittoria per le organizzazioni che si sono battute a Seattle, Cancún, Hong Kong, Ginevra ed in molti altri luoghi contro l'OMC. Il fallimento di questa settimana di negoziati è una vittoria per le contadine ed i contadini di tutto il mondo che lottano contro la liberalizzazione dei mercati e la mercificazione dei beni essenziali alla vita come gli alimenti, la terra, l’acqua e le sementi.
Le crisi strutturali nei settori dell’alimentazione, del clima, delle finanze e dell’energia sono una diretta conseguenza delle politiche di liberalizzazione sostenute dall’OMC e dagli accordi di libero scambio. Queste stesse politiche sono presentate come soluzione di ogni problema e vengono applicate sistematicamente senza la minima valutazione dei risultati ottenuti.
L'OMC è malata ma gli accordi di libero scambio bilaterali e regionali godono ancora di ottima salute. Noi facciamo appello ai movimenti sociali nel mondo a mobilitarsi contro questi accordi. Infatti questi vanno spesso ancora più lontano degli accordi OMC in fatto di privatizzazione delle risorse naturali e dei beni pubblici.
La liberalizzazione dell’agricoltura porta benefici solo a qualche impresa agro-alimentare e provoca una volatiltà dei prezzi con ripercussioni nefaste sulle popolazioni più vulnerabili. I prodotti alimentari e agricoli non sono una semplice mercanzia. Essi richiedono politiche solidali, locali e di gestione dell’offerta. L’accesso al nutrimento in quantità e qualità deve esserne al centro.
In Europa la liberalizzazione dei mercati agricoli porta ad una diminuzione del numero di contadini, ad importazioni a prezzi troppo bassi, ad una concentrazione delle produzioni in aziende di tipo industriale. Essa rinforza un modello produttivista ed inquinante che, per effetto del dumping con le eccedenze di mercato, distrugge le agricolture contadine di altre regioni del mondo. Inoltre, questo modello non risponde alle esigenze di qualità, alle attese ambientali e nemmeno alle preoccupazioni nei riguardi della salute delle popolazioni europee.
La Commissione Europea è responsabile di una Politica Agricola Comune (PAC) che impedisce ai contadini ed alle contadine delle aziende familiari al Nord come al Sud di esercitare il loro mestiere e di ottenere un prezzo remunerativo del loro lavoro.
Noi chiediamo che la PAC sia riformata perché possa favorire una buona ripartizione delle produzioni su ogni territorio e la creazione di impiego. Essa deve permettere lo sviluppo di circuiti di commercializzazione corti, garantire prezzi remunerativi e sostenere modelli di produzione durevoli.
La sovranità alimentare è l’alternativa proposta da contadini, contadine, lavoratori agricoli e consumatori.
L’OMC fuori dell’agricoltura !