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Crisi alimentare: non si può giocare d’azzardo con l’alimentazione!

Coordination Paysanne Européenne
COAG
Communique de presse
Bruxelles, 7 mai 2008

Se le rivolte della fame in 40 paesi hanno attirato l’attenzione dell’opinione pubblica, la crisi alimentare non è iniziata solo adesso.

Dopo decenni di deregolamentazione del mercato internazionale ed europeo sotto gli auspici molto ideologici dell’OMC et dell’UE, il bilancio è severo e drammatico. La crisi attuale mostra che non si può giocare con l’alimentazione e che la regolazione dei mercati a livello internazionale come a livello europeo è indispensabile alla sicurezza alimentare delle popolazioni.

In un contesto di forte abbassamento degli stocks alimentari, gli agrocarburanti industriali si sono sviluppati nel mondo in questi ultimi 2 anni aggravando la pressione sui mercati. La decisione politica molto interventista dell’UE di finanziare il loro sviluppo e di obbligare i mercati ad incorporarli ha accentuato la prospettiva di concorrenza con le produzioni alimentari.

Dopo le ripetute siccità in Australia che hanno pesato sui prezzi, è la speculazione finanziaria internazionale, a partire dall’estate 2007, che ha provocato un nuovo e brutale aumento di certi prezzi agricoli. In numerosi paesi, la privatizzazione degli stocks alimentari favorisce la speculazione locale.

Il pianeta, che a detta della FAO può nutrire 12 miliardi di abitanti, non scarseggia globalmente di alimenti; la raccolta di frumento non è mai stata così alta come nel 2007 e quella del riso è stata molto buona. Il problema è l’accesso delle popolazioni povere a questi alimenti e la dipendenza di molti paesi dalle importazioni, favorita dalle istituzioni internazionali.

Ricordiamo che gli aumenti dei prezzi alimentari sono stati ben più alti di quanto fossero giustificati dall’aumento di certi prezzi agricoli. L’agroindustria e la grande distribuzione hanno una pesante responsabilità.

Quali risposte dare all’attuale situazione ?

  1. Abbiamo bisogno di una politica pubblica in agricoltura per gestire i mercati e gli stocks necessari alla sicurezza alimentare.

La regolazione dei mercati riguarda indubbiamentelus più il futuro che il passato e la Commissione Europea, attenta a un bilancio della salute della PAC senza un vero bilancio, dovrebbe saper guardare più lontano.

  1. E’ l’agricoltura contadina, produttrice di alimenti e socialmente valida, che saprà garantire la sicurezza alimentare delle popolazioni. Essa può nutrire tutta la popolazione mondiale.
  2. Questa agricoltura contadina, associata ad una volontà politica di rilocalizzare le produzioni e priorizzare il commercio locale e regionale, può anche contribuire a raffreddare il pianeta, a proteggere la fertilità dei suoli e la biodiversità.
  3. La sovranità alimentare è un valore imprescindibile al Nord come al Sud.

Contatti: René Louail (CPE): +33672848792
Rafael Hernández (COAG): +34616436556