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Contadini vittime del commercio del carbonio con le foreste. Testimonianza di Sarwadi, contadino indonesiano

Poznan, 11 dicembre 2008

Sarwadi Sukiman, un contadino di Sumatra (Indonésie) è ora a  Poznan per descrivere la sua esperienza nel quadro dei dibattiti sul clima delle Nazioni Unite, in quanto membro della delegazione di Via Campesina. La sua storia illustra quanto avviene quando iniziative come REDD (Riduzione d'Emissioni provenienti da Deforestazione e Degradazione) vengono attuate e quali effetti hanno sulla vita dei contadini e delle contadine. REDD è un nuovo meccanismo negoziato dalla Convenzione-Quadro delle Nazioni Unite sul cambiamento Climatico (CCNUCC) che destina dei fondi ai paesi in via di sviluppo per “proteggere” le foreste col fine di catturare il carbonio e di stabilizzare il clima. Questo meccanismo di commercio del carbonio ha attirato molto sostegno internazionale alla conferenza di Poznan.
Il vero impatto di tali programmi sui contadini e popoli indigeni è però catastrofico.

Sarwadi viene dal villagggio Tanjung Lebar nel dipartimento di Muara Jambi. Nella sua regione, negli anni ottanta, lo sviluppo di aziende forestali industriali (per legname, carta, …) espropriò i popoli indigeni delle loro foreste. Compagnie private abbatterono le foreste fino al loro esaurimento. Quando terminò la concessione del governo, le compagnie partirono lasciando dietro di loro una regione devastata.

Nel 2002, quando la concessione sulla foresta del villaggio di Sarwadi era terminata, il terreno era rimasto nudo. Contadini e popolazioni indigene l’hanno ripreso per produrre cibo come riso, fagioli, frutta. 1500 famiglie organizzate nel Sindacato Contadino Indonesiano (SPI) hanno occupato delle terre su una regione di 101.365 ettari, dove hanno coltivato la terra, costruito case e ricostruito la loro comunità.

Sfortunatamente, alcune ONG ambientaliste locali ed internazionali hanno costituito un consorzio di nome PT Reki che ha chiesto al Governo un affitto per utilizzare questa regione per restaurare l’ecosistema. Questo consorzio di ONG è costituito da Kayasan Burung Indonésie, Royal Society for the Protection of BID (RSPB), e Bird-Life International. Hanno ottenuto un affitto di 100 anni.

Quando il consorzio ha preso il controllo della regione, i contadini e le persone indigene sono state espropriate delle loro terre, hanno subito intimidazioni, arresti, interrogazioni. Sono stati costretti a firmare una lettera nella quale essi accettavano di lasciare la zona e di non ritornarvi più. Uno di loro è stato detenuto per 6 mesi per aver difeso la terra della comunità colpita. Altri sono stati mandati in prigione ed in seguito rilasciati. 

Il 2 novembre 2008, il Principe di Galles è stato invitato a Sumatra per vedere gli sforzi del governo indonesiano per la reforestazione. PT Reki fu una delle località visitate dal Principe Carlo nella sua campagna per salvare la foresta equatoriale. Aprofittando dell’importante copertura mediatica di questo avvenimento, Dieter Hoffmann, responsabile del programma internazionale Birdlife International, ha annunciato che la compagnia considerava già l’opportunità di beneficiare del REDD, il progetto negoziato durante la Conferenza sul cambiamento climatico di Bali del dicembre 2007. Ha detto che, se venisse realizzata, questa foresta particolare nella provincia di Jambi potrebbe assorbire tanto carbonio quanto quello emesso annualmente da Manchester.

Sarwadi e gli altri contadini membri di Via Campesina che sono ora a Poznan denunciano i meccanismi quali il REDD. Questo nuovo sistema permette alle ditte di impedire alle famiglie contadine di utilizzare la terra per la produzione di nutrimenti necessari per alimentare le loro comunità ed il loro paese. La deforestazione, una delle principali cause del riscaldamento mondiale, non è colpa di contadini e di popolazioni indigene, ma piuttosto di grandi aziende che si sono prese il diritto di sfruttare la foresta a fini commerciali. In conseguenza, le foreste non dovrebbero venire gestite industrialmente da imprese multinazionali. Esse dovrebbero rimanere sotto il controllo degli abitanti dei villaggi che le possono gestire in maniera durevole.

La delegazione di Via Campesina a Poznan è indignata nel vedere quanta attenzione viene data all’iniziativa REDD nei negoziati sul clima. Ciò indica che il dibattito sta spostandosi dall’obbligo dei paesi sviluppati di ridurre le loro emissioni verso l’obbligo dei paesi in via di sviluppo di assorbire il carbonio.
I principali in quinatori, molto semplicemente, inviano fondi all’estero e continuano le loro attività senza cambiamenti.

I contadini di Via Campesina pensano che piuttosto di perdersi in piani di commercio del carbonio, la conferenza dovrebbe concentrarsi sull’attuazione di nuove iniziative che mirino a cambiare il modello di produzione. La produzione locale e la protezione delle risorse basate sui diritti delle popolazioni dovrebbero venire incoraggiate perché consumano meno energia fossile e permettono il mantenimento delle comunità locali e delle risorse che danno loro la possibilità di vivere. I contadini e le contadine nel mondo difendono la sovranità alimentare come un mezzo essenziale per vincere la crisi climatica. La sovranità alimentare è il diritto dei popoli a definire le loro politiche alimentari e di dare priorità alla produzione alimentare locale e ad agricolture durevoli di piccola scala.