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Agricoltura "contadina familiare" e agricoltura "mineraria industriale": due modelli contrapposti. Quale equilibrio possibile
di Francesco Missoni
Responsabile dell’Associazione Rurale Italiana (ARI).
È possibile individuare schematicamente due modelli agricoli contrapposti. Il primo è sistema agricolo “minerario estrattivo” basato sul prelievo e non sulla rigenerazione delle risorse, monoculturale integrato al modello economico industriale dominante - energivoro - che espelle le persone dalle campagne concentra la ricchezza fuori dai territori - si avvantaggia delle dinamiche di mercato liberiste e protezioniste attuate a scala globale.
Il secondo è un sistema agricolo polivalente basato sull’agricoltura contadina famigliare locale a basso utilizzo di energia – un sistema di agricoltura sociale adatto a mantenere vivo e vitale il sistema agricolo e le tradizioni locali – assicura oltre il 75% di tutta la produzione agricola mondiale e soddisfa oltre i 2/3 della domanda dei mercati interni
Nel primo caso il sistema agricolo “minerario estrattivo” ha le seguenti caratteristiche:
- concentra la molta ricchezza prodotta fuori dalle aree rurali e dai territori in mano ai grandi proprietari terrieri, alle imprese internazionali (sementi, brevetti, tecnologia,) al sistema finanziario internazionale (banche fondazioni) e al sistema commerciale della grande distribuzione;
- causa lo spopolamento dei territori - la crescita delle aree urbane - il degrado socio-culturale – aumenta i flussi emigratori campagna-città / sud-nord
- incide negativamente sul contesto socioculturale - la perdita della identità culturale (scomparsa delle lingue, delle conoscenze delle pratiche agronomiche e di gestione delle risorse naturali, usi e costumi) e dell’agrobiodivrersità - sostenuta da contadini e pastori durante 12 mila anni di agricultura attraverso l’adomesticamento delle piante selvatiche
- si sviluppa prevalentemente in aree geografiche “avvantaggiate” con condizioni geografiche e caratteristiche geo-pedologiche favorevoli alla monocolture (pianure – aree integrate e prossime alle grandi infrastrutture per lo stoccaggio, trasporto, distribuzione, “ricche”
- ha un altissimo costo energetico - dipende dalle fonti energetiche non rinnovabili
- limita il vantaggio comparativo produzione a basso costo trasporto delle merci
- ha un alto impatto ambientale consuma grandi quantità di risorse (acqua, terra, combustibili) – produce molti rifiuti (a monte e a valle del sistema)
- produce grandi quantità di merci - determina la concentrazione dell’offerta con elevati costi di stoccaggio e facilita azioni di Dumping con conseguenze negative sulla piccola agricoltura
- è a bassa intensità di lavoro umano- produce poca socialità, lavoro e ricchezza nelle aree rurali –
Nel secondo caso il modello dell’agri-cultura contadina ha le seguenti caratteristiche:
- pone al centro le persone e i territori dove queste vivono e mantiene le popolazione nelle campagne contenendo il processo di urbanizzazione – tutela l’ambiente e l’agro-ecosistema (sono le persone che svolgono…. la cura e la manute-nzione del territorio, la preservazione della biodiversità e delle aree forestali, che impediscono il degrado idrogeologico);
- è legata ai ritmi della natura e ai cicli biologici e alle giuste pratiche agronomiche (biologico - rotazioni diversificazione produttiva, ciclo chiuso con la zootecnia) ottiene produzioni di maggiore qualità;
- contiene il costo ambientale dovuto allo spostamento delle merci e all’utilizzo delle grandi infrastrutture
- produce ricchezza, sostiene l’economie e si articola sui mercati a scala locale - è più facilmente accessibile ai sistemi di microcredito
- è funzionale alle politiche di sicurezza e sovranità alimentare - permette un più facile accesso al cibo per le popolazioni crea minore dipendenza tecnologica e alimentare;
- è integrata con le attività socio culturali - esplicita funzioni sociali importanti (agricoltura multifunzionale - sociale) preserva e sostiene il rinnovamento culturale e l’identità locale (lingue costumi, pratiche ma anche le innovazioni e la modernità e il decentramento dei servizi (Territori rurali vivi abitati integrati)
- È un sistema più adatto al miglioramento della qualità della vita nei paesi non industrializzati dove esiste una forte presenza umana nelle aree e rurali
- è funzionale alla riqualificazione delle arre industriali in dismissione dove è fondamentale generare nuova occupazione e rinnovare la socialità.
Cosa possiamo fare per trovare un nuovo equilibrio più sostenibile tra i due modelli?
Attivare strategie ed interventi interni al modello economico liberista utilizzando le regole proprie del sistema con interventi e agevolazioni finanziarie e fiscali, contributi diretti ed indiretti, interventi e politiche di sostegno economico diretto agli enti pubblici privati (comuni, scuole, ospedali, imprese), ed agli imprenditori di settore (catering) che gestiscono le mense pubbliche e private; (educazione alimentare e al consumo- genitori e bambini).
Attraverso sostegni economici pubblici e facilitazioni per la promozione della vendita diretta, per la realizzazione di mercati rionali periodici, e per la costituzione di Gruppi di Acquisto e Vendita Solidali (GAVS); promuovere dinamiche che incidono sui prezzi e facilitano le economie locali.
A questi interventi strutturali vanno associati piani di comunicazione ed interventi di formazione. Questi alcuni esempi:
- organizzare e promuovere una campagna per il consumo dei prodotti locali e di educazione alimentare utilizzando diversi supporti promozionali e sostenendo la produzioni locali con marchi di qualità e di rintracciabilità territoriale dei prodotti;
- avviare un ampio intervento di formazione alla sostenibilità orientato agli enti territoriali e alle amministrazioni pubbliche e ai politici (agenda 21)
- promuovere una riforma nella formazione e assistenza tecnica in agricoltura: introducendo cognizioni ed orientamenti scientifici e metodologici congrui con i problemi contemporanei dell’agricoltura e delle aree rurali in generale.
È chiaro che questa riforma parte da azioni politiche in cui le comunità locali e gli agricoltori divengono soggetti centrali per la gestione dei cambiamenti che investono le aree rurali. Frutto di tali azioni sono:
- l’acquisizione di nuove competenze e professionalità,
- la gestione del processo di trasformazione orientato a promuovere una maggiore sostenibilità ecologica,sociale ed economica complessiva
La realizzazione e la qualità degli interventi nei territori rurali si estende e coinvolge tutta la società, anche quella urbana, attraverso la fornitura di servizi di interesse pubblico, (preservazione e manutenzione dell’ambiente e delle culture locali, prevenzione del rischio idrogeologico…... ). Le comunità rurali, i pastori e gli agricoltori che realizzano queste funzioni possono e devono essere compensate, per i servizi di interesse collettivo che svolgono, attraverso:
- un dignitosa remunerazione del lavoro;
- il decentramento dei servizi di base sui territori (scuole ospedali, trasporti, reti di comunicazione, iniziative colturali, ….);
- vantaggi fiscali;
- redditi di ruralità: basato sulla constatazione che nelle aree rurali il lavoro può essere scarsamente produttivo di capitali ma produttivo di servizi e di ricchezze interesse collettivo.